| La leggenda della foresta benedetta |
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Esiste una storia
che si tramanda nella famiglia Ivanov da generazioni e generazione. I fatti avvennero due secoli fa: Un monaco devoto
e credente scappò dal terrore dei giacobini e vagò per lungo tempo in giro per
l’Europa cercando un posto dove poteva in santa pace dedicare la propria vita a
Dio e alle preghiere. La sua vita di
esilio continuò per parecchi decenni fin quando egli incontrò un monaco
francescano che gli disse che i loro monasteri furono di nuovo aperti e che il
primo paese nel quale essi furono riaperti era la Spagna. Il monaco si trovava
sui Balcani quando ricevette questa notizia e decise di intraprendere al più
presto il viaggio verso la Spagna scegliendo il tragitto più breve.
Scendeva il buio e così il monaco
decise di sedersi sotto un albero nella
foresta. Era un albero magnifico, un
rovere alto e robusto che spiccava in mezzo agli altri alberi di rovere
come il re della foresta. Il monaco si rivolse nelle sue preghiere a San
Francesco, protettore di ogni essere
vivente e si addormentò. Quando si svegliò egli vide un enorme orso vicino a
sé. L’orso giaceva vicino a
lui come un cane fedele e sorvegliava il suo sonno. Pioveva ma i rami del
rovere lo proteggevano e neanche una goccia bagnò il vecchio monaco. Presto la
pioggia cessò ed il sole sorse di nuovo. La foresta si illuminò dalla luce del
sole ed il monaco si rivolse con una preghiera per esprimere la sua gratitudine
verso la foresta. Lui benedisse la foresta e gli animali che vi ci abitavano. Mentre usciva dalla foresta il monaco
incontrò un bottaio che stava andando a prendere del legno. L’uomo lo
accompagnò fino al paese e lungo la strada il monaco, che aveva imparato
durante gli anni di pellegrinaggio la nostra lingua, gli raccontò della foresta
benedetta. Chiese inoltre all’artigiano di non tagliare mai l’albero con la
radice in modo che esso potesse ricrescere. Il bottaio ascoltò il suo
consiglio, andò a tagliare legno nella foresta benedetta, ne fece botti e ci
mise dentro del vino. Queste botti erano fatte dal legno benedetto ed il vino
che in esse invecchiò fu di un gusto unico, esso donava forza e salute a
chiunque lo bevesse e perfino aiutava a guarire alcune malattie. Anni e anni sono passati da quando
questa storia avvenne, leggi, governi e generazioni si sono susseguite ma la
leggenda del monaco che benedì la nostra foresta è ancora viva e si tramanda di
generazione in generazione. |




